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mercoledì 10 febbraio 2016

Ansia sintomi e rimedi.




L’ansia è una risposta dell’organismo (spesso inadeguata) ad eventi percepiti come minacciosi. Tra i disturbi psicologici, come la depressione e il disturbo bipolare, è forse quello meno visibile e più facile da mascherare. Viceversa sul piano dell’incidenza sulla qualità di vita del paziente risulta essere tra i disturbi psicologici più invalidanti. 
Difatti chi soffre di ansia spesso incontra grandi difficoltà nel relazionarsi con altre persone, sentendosi costantemente sotto esame ed esposto al giudizio altrui.
Ancora, lo stato ansioso crea un forte senso di incertezza. Questa sensazione porta ad una condizione di  “passività comportamentale”  per cui non decidere sembra meglio che correre il rischio di prendere la decisione sbagliata.
Quest’ultima è forse una delle trappole mentali peggiori che l’ansia crea.
Difatti, potremmo affermare che evitare di prendere decisioni equivalga al fare sempre la cosa sbagliata. 

C’è una via d’uscita?
Fortunatamente Si

L’ansia di per se è “solo un emozione” o meglio un segnale di pericolo che però si attiva sempre nel momento sbagliato. Potremmo paragonarla all’antifurto di un’auto che a causa di un mal funzionamento comincia a suonare nel cuore della notte senza alcun motivo. Allo stesso modo l’ansia ci prepara ad affrontare un pericolo imminente ma che in realtà non esiste. 

La soluzione?
Imparare a distinguere tra i segnali di pericolo reali ed i falsi allarmi che l’ansia procura.

A tale scopo esiste un particolare percorso psicologico breve che ci aiuta a riconoscere, gestire e prevenire le situazioni ansiogene.

Se desideri ricevere maggiori informazioni scrivia a dott.zona@alice.it oppure telefona al 3391632172. 
Grazie alla convenzione sanitaria con la Farmacia Antonone fino al 30 Aprile 2016 è possibile usufruire di  un primo colloquio informativo Gratuito e Senza Impegno.
Dr. Angelo Marco Zona
Psicologo Clinico Cognitivo


lunedì 10 marzo 2014

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)






Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d’ansia, caratterizzato dalla presenza di ossessioni e può essere con o senza compulsioni.

Cosa sono le ossessioni?
Le ossessioni possono essere idee, impulsi, pensieri o delle immagini ricorrenti e persistenti, che compaiono improvvisamente nella mente del soggetto. Solitamente queste ossessioni sono percepite come intrusive, fastidiose e prive di senso. Le ossessioni sono spesso fonte di ansia e disagio marcato.
La persona che vive queste intrusioni le riconosce come un prodotto della propria mente, ma non sa come impedire che tali pensieri si manifestino, comportando una forte frustrazione e un senso di impotenza (Lo Psicologo può insegnare delle tecniche efficaci a tale scopo).

Tra le ossessioni più frequenti ritroviamo:


1) Il timore di essere contaminati dallo sporco, dai germi, dai virus, ecc.


2) La preoccupazione di non aver chiuso la porta di casa o la macchina, di aver lasciato il gas aperto, ecc.


3) Pensieri o immagini intrusive di parolacce, bestemmie, sesso, ecc.


4) La paura di sbagliare o di comportarsi male e per questo essere giudicati negativamente dagli altri.


5) La paura di buttare delle cose che potrebbero servire in futuro.


Cosa sono le compulsioni?

Le compulsioni invece, si possono manifestare sia come atti mentali (es. ripetere frasi, parole, contare, pregare) che come atti comportamentali (es. controllare, pulire, ordinare, conservare). Sono ripetitive e messe in atto per compensare un’ossessione. Sono svolte seguendo regole precise, ed hanno lo scopo di neutralizzare e/o prevenire una situazione temuta, spesso ritenuta catastrofica e dalle terribili conseguenze (es. la persona nonostante ricordi di aver chiuso il gas, è assalita da un dubbio, ossessione, che la porta a pensare “ho paura di aver lasciato il gas aperto e scoppierà tutto il palazzo” la compulsione sarà controllare svariate volte che la chiave del gas sia chiusa, finché il livello di ansia non scende).
Vediamo quali compulsioni si potrebbero manifestare in risposta alle ossessioni elencate in precedenza:

1) Ossessione: timore di essere contaminati dallo sporco, dai germi, dai virus, ecc.
Compulsione: lavarsi le mani pulite continuamente (20-30 volte al giorno), evitare tutti i posti affollati (metropolitana, autobus, ecc), nei casi più gravi evitare di uscire di casa e creare intorno a sé un ambiente ritenuto sterile.

2) Ossessione: preoccupazione di non aver chiuso la porta di casa o la macchina, di aver lasciato il gas aperto.
Compulsione: ritornare più volte in dietro per controllare se la porta di casa o la macchina è stata chiusa. Telefonare in una mattinata 4-5 volte a casa per controllare che vada tutto bene. Chiamare il vicino e chiedergli di controllare se la porta di casa è stata chiusa. Aprire e chiudere la porta un certo numero di volte prima di uscire di casa.

3) Ossessione: pensieri o immagini intrusive di parolacce, bestemmie, sesso.
Compulsione: pregare continuamente, nei casi più gravi mettere in atto comportamenti auto lesivi (es.prendersi a schiaffi, strapparsi i capelli, darsi dei pizzichi ecc.)

4) Ossessione: paura di sbagliare o di comportarsi male e per questo essere giudicati negativamente dagli altri.
Compulsione: cercare la precisione assoluta. Ricontrollare moltissime volte il risultato del proprio lavoro. Prestare eccessiva attenzione ai dettagli, tanto da fallire il compito da portare a termine. Per paura di essere giudicati negativamente, si può tenere un atteggiamento eccessivamente accomodante, gentile e cortese (questo atteggiamento fa maturare nella persona l’idea che gli altri si comportino male con lui perché non hanno le stesse attenzioni che lui ha per gli altri).

5) Ossessione: paura di buttare delle cose che potrebbero servire in futuro.
Compulsione: necessità di conservare cose anche inutili e facilmente reperibili. Spesso l’accumulo compulsivo porta la persona a sacrificare tutti gli spazi vitali di cui dispone. Non è raro trovare cantine e garage piene di oggetti impolverati, rotti o inservibili. Nei casi più gravi gli oggetti invadono le stanze di uso abitativo come la camera da letto, la cucina, il bagno e il salotto.

Il disturbo ossessivo compulsivo si può affrontare ottenendo ottimi risultati. E’ fondamentale comprendere il prima possibile le paure, scardinare i pensieri ossessivi e interrompere il circolo vizioso che si è creato.




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5 cose utili per eliminare i pensieri ossessivi 

 

Dr Angelo Marco Zona Psicologo Caserta - Santa Maria Capua Vetere e Teano

lunedì 24 dicembre 2012

Tantissimi Auguri Di Buone Feste



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5 cose utili per eliminare i pensieri ossessivi


E' molto difficile sopprimere un pensiero fastidioso, quanto più cerchiamo di soffocarlo tanto più forte e persistente ritornerà.
Quello che proviamo è la sensazione di avere la mente bloccata, fissata e di non poter fare altro che pensare e ripensare sempre alla stessa cosa; potrebbe essere un problema di lavoro, una preoccupazioni finanziarie, ma anche una paura senza nome a cui non riusciamo a dare un senso. Qualunque sia la paura, ansia o preoccupazione, può risultare molto difficile da controllare.
Solitamente, la prima cosa che facciamo quando vogliamo eliminare un pensiero che ci affolla la mente, è cercare di scacciarlo. Purtroppo, come molti studi hanno dimostrato, la soppressione del pensiero non funziona. Ironia della sorte, cercando di spingere i pensieri fuori dalla mente non facciamo altro che dargli più forza per farli tornare così da creare solo un effetto boomerang.
Quindi, quali alternative esistono per sbarazzarsi dei pensieri che avremmo preferito non avere?

1. Distrarsi  focalizzando l'attenzione su qualcos'altro.

Cercare di pensare ad altro può aiutare, a patto di focalizzare l'attenzione su qualcosa di particolare invece di lasciare libera la mente di vagare dove vuole. Per contrastare la forza di un pensiero persistente dobbiamo concentrarci su qualcosa in particolare, come potrebbe essere, ad esempio, un brano musicale, un programma televisivo o un compito specifico.

  

2. Evitare di fare troppe cose.

Un altro metodo intuitivo per evitare i pensieri persistenti è quello di tenersi impegnati facendo tante cose. L'idea è che se facciamo tante cose avremo poche energie per i pensieri che ci affliggono. Ma, anche se a prima vista potrebbe sembrare una strategia utile, in realtà fare molte cose forzatamente per evitare i pensieri che abbiamo, non fa altro che aumentare lo stress, che a sua volta restituisce forza e vigore ai pensieri opprimenti. Quindi, se adottiamo questa strategia, noi saremo senza energie mentre i pensieri che non volevamo più avranno ricevuto una cura rinvigorente.
 
3. Non lottare contro i pensieri ma accettarli.

Lottare contro i pensieri è come lottare contro le sabbie mobili, più ci sforziamo e più veniamo risucchiati    dentro. Ingaggiare una battaglia  contro un pensiero   indesiderato può avere un solo vincitore, e non saremo di certo noi. Alcune ricerche hanno evidenziato che accettare un pensiero è più utile che combatterlo. Combattere un pensiero significa considerarlo un nemico, dedicargli tempo e risorse. Tutto questo fa innalzare il livello di ansia che è il collante che tiene ancorato il pensiero alla nostra mente.

4. Respirazione controllata.
Rilassarsi è fondamentale, fare esercizi di respirazione controllata fa scendere l'ansia e riporta la mente ed il corpo in uno stato di equilibrio, scaricando lo stress.  Meno ansia e meno stress tolgono forza ai pensieri indesiderati, così da viverli come meno angoscianti ed intrusivi.


5. Scriverli.

Scrivere i pensieri persistenti significa dargli una forma verbale ed uno spazio fisico, questo ci aiuta a riconoscerli e comprenderli così da poterli affrontare e liberarcene definitivamente.











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sabato 15 dicembre 2012

Che cos'è la depressione?



La depressione non è solo essere triste o scoraggiato, è molto di più dello sconforto che può far parte della vita quotidiana. Si tratta di una condizione che colpisce molti aspetti della persona - i pensieri, i sentimenti, i comportamenti e la salute fisica. Nella sua forma più lieve, la depressione può impedire alla persona di godersi a pieno la vita. Quando, invece,  la depressione è più grave può causare molta sofferenza, portando la persona a modificare totalmente il suo stile di vita.



Tra i sintomi della depressione troviamo:

- Sentimenti di tristezza, ansia, disperazione e vuoto.
- Perdita di interesse nelle attività precedentemente gradite.
- Problemi di sonno, come dormire a lungo o avere difficoltà ad addormentarsi, non dormire a sufficienza o svegliarsi presto la mattina.
- Variazione dell’appetito con ingiustificata perdita o aumento di peso.
- Sentimenti di irritabilità, frustrazione e  irrequietezza.
- Diminuzione di energia e stanchezza dopo le normali attività quotidiane.
- Difficoltà di concentrazione, scarsa memoria, difficoltà a prendere decisioni o rallentamento dei processi mentali.
- Sentimenti di colpa, inutilità o impotenza.
- Diminuzione interesse alle relazionarsi con gli altri.
- Piangere più spesso del solito.
- Pensieri frequenti sulla morte.
- Pensieri di suicidio o tentativi di suicidio.

Non tutti coloro che sono depressi presentano tutti questi sintomi e non tutti coloro che presentano questi sintomi sono depressi. I singoli sintomi associati alla depressione possono far parte delle normali esperienze di vita. Infatti, occasionali cambiamenti dell'appetito o del sonno, sentimenti di tristezza, senso di colpa, irritabilità o stanchezza fanno parte della normale vita umana.
Viceversa, quando molti di questi sintomi si presentano associati, durano per tutto il giorno, quasi ogni giorno per almeno due settimane creando difficoltà nella conduzione delle normali attività quostidiane, è probabile che si tratti di depressione. In questi casi è opportuno rivolgersi ad uno Psicologo, che, grazie all’ausilio di test specifici può effettuare un’accurata diagnosi così da poter aiutare la persona a risolvere le sue difficoltà.


Dr. Angelo Marco Zona Psicologo Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Teano 







Per ulteriori informazioni sulla depressione invitiamo i lettori a visitare la seguente pagina www.capireladepressione.it/la_depressione.html.