martedì 31 gennaio 2023

 

5 azioni utili che possono aiutare a liberarsi dai pensieri ossessivi:

  • Accettare il pensiero ossessivo come una presenza temporanea, senza cercare di allontanarlo. Lo possiamo considerare come una persona da non ascoltare ma della quale dobbiamo tollerare la presenza.

  • Rimandare i pensieri ossessivi ad un momento successivo, dicendo ad esempio "ora posso dedicare questo tempo a qualcosa di costruttivo se ci saranno ancora ci penso più tardi" spesso passato il momento di ansia passerà anche il pensiero ossessivo.

  • Utilizzare la tecnica dello STOP “Bloccare i pensieri ossessivi dicendo ad alta voce la parola STOP”

  • Se proprio dobbiamo pensarci decidiamo noi quando farlo, possiamo programmare un momento specifico della giornata in cui dedicheremo attenzione a questi pensieri anziché averli nella mente per tutto il giorno.

  • Praticare un esercizio di respirazione diaframmatica per ridurre gli stati d’ansia e di conseguenza le ossessioni.

I pensieri ossessivi possono essere come un'ombra che ci segue ovunque andiamo, impedendoci di godere delle esperienze quotidiane. 

Fortunatamente, esistono tanti modi per gestire e superare questi pensieri intrusivi.

Se vuoi saperne di più  o per fissare un appuntamento puoi contattarmi al 3391632172

Dr Angelo Marco Zona  

Psicologo Clinico Cognitivo

martedì 10 gennaio 2023

5 Domande e risposte sull'ansia


Cos'è l'ansia?

L'ansia è un'emozione normale e fisiologica che si verifica in risposta a situazioni percepite come minacciose o stressanti. Può manifestarsi come una sensazione di preoccupazione, tensione o apprensione.

Quali sono i sintomi dell'ansia?

I sintomi dell'ansia possono variare da persona a persona, ma possono includere sintomi fisici come sudorazione, battito cardiaco accelerato, tremore, dolore muscolare, nausea e problemi di respirazione, oltre a sintomi psicologici come preoccupazione eccessiva, pensieri ossessivi ed evitamento di determinate situazioni.

Quali sono le cause dell'ansia?

Le cause dell'ansia possono essere complesse e possono variare da persona a persona. Possono includere fattori genetici, biologici, ambientali e psicologici. Ad esempio, un evento traumatico, una malattia fisica, problemi relazionali, problemi di lavoro o finanziari possono tutti contribuire allo sviluppo dell'ansia.

Esiste un trattamento per l'ansia?

Sì, esistono diversi trattamenti efficaci per l'ansia. L’approccio Psicologico aiuta le persone a identificare e cambiare i pensieri e i comportamenti che contribuiscono all'ansia, migliorando il benessere e la qualità di vita delle persone.

L'ansia è un segno di debolezza?

No, l'ansia non è un segno di debolezza. È una risposta normale e fisiologica a situazioni stressanti, ed è una caratteristica universale dell'essere umano.

Se stai vivendo una situazione ansiosa e vuoi parlarne con uno specialista puoi accedere alla sezione psicologo online per richiedere un appuntamento o maggiori informazioni.

domenica 18 dicembre 2016

Intervento psicologico breve per eliminare l'ansia




Dr. Angelo Marco Zona – Psicologo - Caserta - Santa Maria Capua Vetere - Teano 

L'intervento psicologico breve consente di acquisire la capacità di riconoscere e modificare le reazioni disfunzionali all’ansia. 
Imparerete a formulare pensieri e comportamenti più efficaci, che vi consentiranno di raggiungere i vostri obiettivi senza restare bloccati nel pantano dei pensieri negativi e nel malessere generato dall'ansia.

Per ulteriori informazioni sull’intervento psicologico breve è possibile contattarmi tranquillamente al 
3391632172

Primo colloquio informativo Gratuito e senza impegno.

Dr. Angelo Marco Zona – Psicologo Clinico Cognitivo

Caserta -Santa Maria Capua Vetere - Teano

martedì 19 aprile 2016

Autismo, Sintomi e Trattamento.

Dottor Angelo Marco Zona 
Psicologo Clinico Cognitivo (Caserta - Santa Maria Capua Vetere - Teano)
Esperto nel Trattamento Domiciliare dei Disturbi dello Spettro Autistico.

Cosa sono i disturbi dello spettro autistico?
Si tratta di una “famiglia” di disturbi che comprende le forme tipiche e atipiche di autismo e la sindrome di Asperger. 
In tutti i casi si tratta di disturbi causati da un disordine organico dello sviluppo, che coinvolgono l’interazione sociale e le capacità di comunicazione, le modalità di comportamento e il tipo di interessi e attività: questi problemi si manifestano entro i primi 3 anni di vita. 
In generale, i bambini con autismo: 
-  hanno difficoltà anche molto gravi nel linguaggio, che può essere ripetitivo e non utile alla comunicazione oppure del tutto assente 
- hanno una scarsa o nulla capacità di interagire con gli altri (sia adulti sia coetanei) dal punto di vista emotivo e per questo si comportano e comunicano in modo non adeguato alla loro età e al loro sviluppo mentale 
- hanno interessi ristretti e comportamenti ripetitivi. In molti casi può esserci anche un ritardo mentale più o meno grave. L’autismo colpisce più spesso i maschi (da 3 a 4 volte di più rispetto alle femmine), ma non ci sono differenze tra le varie etnie e condizioni sociali.

Le conoscenze sull'autismo sono in continua evoluzione, anche se numerosi aspetti di questo disturbo non sono ancora del tutto chiari. Questo perché l’autismo è un disturbo complesso, costituito da una “famiglia” di disturbi con caratteristiche simili ma che si esprimono in modi e livelli di gravità molto variabili tra loro.

Quali sono i sintomi ed i campanelli di allarme?

I campanelli di allarme dell'autismo:
- Non risponde al suo nome
- Non è capace di chiedere cosa desidera
- Il linguaggio è in ritardo
- Non segue le indicazioni che gli vengono date
- A volte sembra sordo
- A volte sembra capace di udire altre no
- Non indica e non saluta con la mano
- Prima diceva qualche parola, ora non più
- Non sorride socialmente
- Sembra preferisca giocare da solo
- Prende gli oggetti da solo
- E' molto indipendente
- Fa le cose "precocemente"
- Attua scarso contatto con gli occhi
- Sembra in un mondo tutto suo
- Ci chiude fuori
- Non è interessato agli altri bambini
- Ha crisi di collera-aggressività
- E' iper-attivo, non-cooperativo, provocatorio
- Non sa come usare i giocattoli

- Si blocca regolarmente sulle cose
- Cammina in punta di piedi
- Ha attaccamenti inusuali ad alcuni giocattoli o oggetti
- Allinea gli oggetti
- E' ipersensibile a certe fibre tessili o a certi suoni
- Ha strani modelli di movimento
- Nessuna lallazione entro i 12 mesi 
- Nessuna gestualità (indicare, muovere la mano, salutare etc.) entro i 12 mesi
- Nessuna parola entro i 16 mesi
- Nessuna frase spontanea (non ecolalia) di due parole entro i 24 mesi di età
- Qualunque perdita di qualsiasi abilità linguistica o sociale ad ogni età.

Rispetto alla socializzazione ed alla comunicazione?
Nessun grosso sorriso o altra espressione di allegria o di gioia dai sei mesi in poi 
Nessun suono o sorriso o altra espressione del viso di ritorno alla vostra dai nove mesi in poi
Nessuna vocalizzazione dai 12 mesi
Nessun gesto di ritorno, come indicare, mostrare, allungarsi, o fare cenni con la mano dai 12 mesi
Nessuna parola dai 16 mesi
Nessuna frase di due parole espressive (senza imitare o ripetere) dai 24 mesi
Qualunque perdita del linguaggio o di vocalizzazione o di abilità sociale a qualunque età

Quando è necessario portare il bambino a visita?
- A 18 mesi lo sviluppo del linguaggio del tuo bambino è in ritardo.
- Non pronuncia più le parole che aveva già acquisito.
- E' incapace di eseguire semplici ordini come "Portami le tue scarpe".
- Quando gli parlate, guarda da un'altra parte invece di incontrare il vostro sguardo.
- Non risponde al suo nome.
- Sospettate o qualcun'altro sospetta un problema d'udito.
- Guarda nel vuoto per un insolito lasso di tempo.
- Sembra che sia spesso in un mondo tutto suo.

A 18 mesi un bambino dovrebbe:
- Indicare col dito
- Interagire coi suoi fratelli o sorelle
- Portarti un oggetto da guardare
- Guardarti negli occhi quando gli parli
- Seguire il tuo sguardo per individuare un oggetto che tu hai indicato in una stanza
- Fare gioco simbolico, per esempio dare da mangiare ad una bambola o far abbaiare un finto cagnolino.

Come intervenire?
Gli interventi efficaci per il trattamento del disturbo sono costituiti da percorsi integrati, che comprendono sia interventi Psico-pedagogici ed abilitativi sia terapie farmacologiche per i sintomi associati. Al centro del percorso ci sono i bambini e le loro famiglie, coinvolte attivamente nella gestione del trattamento con il supporto di specialisti. 

Gli interventi mediati dai genitori si sono dimostrati molto efficaci. In questo tipo di approccio i genitori vengono guidati dai professionisti ad apprendere e ad applicare nella quotidianità le modalità di comunicazione e gli interventi utili per favorire lo sviluppo e le capacità comunicative del figlio. Questi interventi sono utili sia per i bambini, che possono migliorare le proprie capacità di comunicazione e alcuni comportamenti tipici dell’autismo, sia per i genitori, perché li aiutano a interagire con i figli e così riducono il senso di impotenza e l’angoscia che sono spesso presenti. Sono efficaci anche i programmi intensivi comportamentali: si tratta di approcci che puntano a modificare i comportamenti problema dei bambini con autismo, attraverso programmi che li coinvolgono per molte ore a settimana. Sono efficaci soprattutto se guidati da professionisti specializzati in queste tecniche, possibilmente con il supporto dei genitori e dei familiari. Tra questi programmi i più studiati sono quelli basati sull’analisi comportamentale applicata (ABA, Applied behaviour analysis), che può migliorare il quoziente intellettivo, il linguaggio e i comportamenti adattativi, cioè le abilità necessarie per la vita quotidiana.
In generale, l’efficacia degli interventi indicati aumenta se tutte le persone che interagiscono con i bambini adottano le stesse modalità di comunicazione e di comportamento. Ecco perché è importante che i genitori e le persone che passano molto tempo con questi bambini siano sempre attivamente coinvolti e guidati dai professionisti.

L'intervento precoce è importante?
Si, riconoscere precocemente il disturbo ed avviare immediatamente un percorso psico-pedagogico abilitativo è di fondamentale importanza.

L'Autismo è un disturbo dello sviluppo che comporta un deficit nel linguaggio e nello sviluppo sociale. Si manifesta in famiglie di ogni ceto e base culturale. Non è una malattia mentale e non è causata da un trauma. La causa è neurobiologica e i sintomi possono essere ridotti anche drasticamente da una diagnosi e una terapia precoce.

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Dottor Angelo Marco Zona, Psicologo Clinico Cognitivo, esperto in Tecniche Cognitive-Comportamentali applicate ai Disturbi dello Spettro Autistico.

E' possibile richiedere informazioni sul trattamento domiciliare dei Disturbi dello Spettro Autistico contattando il 3391632172.

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Fonte: http://www.salute.gov.it/ 
http://emergenzautismo.org111111

mercoledì 10 febbraio 2016

Ansia sintomi e rimedi.




L’ansia è una risposta dell’organismo (spesso inadeguata) ad eventi percepiti come minacciosi. Tra i disturbi psicologici, come la depressione e il disturbo bipolare, è forse quello meno visibile e più facile da mascherare. Viceversa sul piano dell’incidenza sulla qualità di vita del paziente risulta essere tra i disturbi psicologici più invalidanti. 
Difatti chi soffre di ansia spesso incontra grandi difficoltà nel relazionarsi con altre persone, sentendosi costantemente sotto esame ed esposto al giudizio altrui.
Ancora, lo stato ansioso crea un forte senso di incertezza. Questa sensazione porta ad una condizione di  “passività comportamentale”  per cui non decidere sembra meglio che correre il rischio di prendere la decisione sbagliata.
Quest’ultima è forse una delle trappole mentali peggiori che l’ansia crea.
Difatti, potremmo affermare che evitare di prendere decisioni equivalga al fare sempre la cosa sbagliata. 

C’è una via d’uscita?
Fortunatamente Si

L’ansia di per se è “solo un emozione” o meglio un segnale di pericolo che però si attiva sempre nel momento sbagliato. Potremmo paragonarla all’antifurto di un’auto che a causa di un mal funzionamento comincia a suonare nel cuore della notte senza alcun motivo. Allo stesso modo l’ansia ci prepara ad affrontare un pericolo imminente ma che in realtà non esiste. 

La soluzione?
Imparare a distinguere tra i segnali di pericolo reali ed i falsi allarmi che l’ansia procura.

A tale scopo esiste un particolare percorso psicologico breve che ci aiuta a riconoscere, gestire e prevenire le situazioni ansiogene.

Se desideri ricevere maggiori informazioni scrivia a dott.zona@alice.it oppure telefona al 3391632172. 
Grazie alla convenzione sanitaria con la Farmacia Antonone fino al 30 Aprile 2016 è possibile usufruire di  un primo colloquio informativo Gratuito e Senza Impegno.
Dr. Angelo Marco Zona
Psicologo Clinico Cognitivo


martedì 29 settembre 2015

9 tecniche per eliminare l’ansia, lo stress ed i pensieri ossessivi






Le 9 tecniche per gestire l’ansia, lo stress ed i pensieri ossessivi si possono suddividere in tre ambiti diversi:


A - tecniche per gestire le risposte fisiologiche.

B - tecniche per gestire le sensazioni emotive.

C - tecniche per gestire i pensieri angoscianti ed ossessivi.

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A: gestire le risposte fisiologiche legate all’ansia.

L’attivazione fisiologica causa diversi sintomi, per citarne alcuni: aumento del battito cardiaco, respiro affannoso “fame d’aria”, vertigini, formicolii, nausea e la sensazione di avere un cerchio alla testa.

Questi sintomi possono essere percepiti come insopportabili e spaventosi, soprattutto quando non sene riconosce l’origine. Spesso la paura ci induce a pensare di avere tutte le malattie possibili (per questo possiamo fare una visita medica al fine di escludere altre possibili cause e poterci concentrare meglio sulla gestione dell’ansia).


1° tecnica: presta attenzione a ciò che mangi e perché lo mangi.

Mangiare sano. La prima cosa da fare è cominciare a mangiare meglio, spesso il cibo è utilizzato come un anestetico. Mangio non per nutrire il corpo ma per placare lo spirito.

Evitare sostanze eccitanti. Molte volte ai periodi di forte stress e di ansia si associa un consumo eccessivo di alcolici, caffeina e carboidrati. Queste sostanze immediatamente ci possono dare un sollievo che però sparisce subito facendo aumentare ancora di più la nostra ansia, lo stress e portandosi dietro un forte senso di colpa.

2° tecnica: Fare esercizio fisico.

Possiamo scegliere, in condizione di salute, qualsiasi attività ci piaccia. Fare esercizio non deve mai diventare un obbligo, piuttosto deve essere una scelta di piacere e di salute che si ripete ogni giorno.

3° tecnica: concediti il riposo.

Dormire bene. Quando siamo in ansia la notte diventa il luogo dell’angoscia e del tormento piuttosto che il tempio del riposo.

Ora dobbiamo introdurre una regola fondamentale che ci ricorderemo tutte le notti: “di notte non si pensa”.

Per comprendere meglio questa regola proviamo a farci una semplice domanda “quando penso alle mie difficoltà di notte mi sembrano più o meno risolvibili?”.

La notte è una lente distorta che ci farà mettere a fuoco solo gli aspetti più negativi ed angoscianti delle nostre difficoltà senza offrirci nessuna soluzione.

4° tecnica: respira

Diventa consapevole del tuo respiro. L’ansia e lo stress ci portano a modificare in automatico il modo in cui respiriamo. I respiri diventano brevi e veloci.

La mente ed il corpo comunicano tra di loro per interpretare la realtà. Respiri brevi e veloci comunicano disagio, allarme e pericolo. Alleniamoci a fare respiri lenti e profondi così comunicheremo alla nostra mente serenità e sicurezza.

5° tecnica: Mindfulness

Qui ed ora. La vita si svolge in un solo tempo “il presente”.

L’ansia ci porta spesso a vivere nel rimpianto del passato e nell’ angoscia del futuro. Dobbiamo imparare a riportare la nostra attenzione al momento che stiamo vivendo perché è l’unico che conta davvero.

Per comprendere meglio questo concetto proviamo a chiudere gli occhi e cominciamo a prestare attenzione al modo con cui l’aria entra nel nostro corpo passando dal naso e scendendo nei polmoni, ora mantenendo gli occhi chiusi spostiamo la nostra attenzione alle sensazioni del tatto. Se siamo seduti concentriamoci sulla parte del corpo che è a contatto con la sedia.

Ci accorgeremo che durante questo esercizio i pensieri disturbanti si saranno allontanati anche solo per un attimo dalla nostra mente. L’attenzione è come un fascio di luce che possiamo imparare a proiettare nella giusta direzione.


B: gestire le sensazioni emotive.

Spesso, quando proviamo ansia siamo portati a ricercare freneticamente la possibile causa di questo disagio interiore, con la speranza di risolvere immediatamente il problema. In alcuni casi individuiamo nel lavoro la fonte dei nostri problemi, in altri casi sono le relazioni familiari a farci stare male. Be se stiamo guardando l’ansia da questa prospettiva, probabilmente dobbiamo cambiare punto di osservazione.

L’ansia per quanto sgradevole è un emozione molto importante che non ci parla del mondo in generale, dei fatti in senso stretto o di come si comportano gli altri. L’ansia parla solo di noi, ci racconta il modo in cui ci stiamo rappresentando la vita. Ci sta dicendo che forse stiamo direzionando tutta la nostra forza vitale sull’illusione del controllo e della perfezione.

La maggior parte delle volte proviamo ansia perché pretendiamo da noi la perfezione assoluta. Non sono ammessi errori, tutto deve essere fatto in un certo modo, noi dobbiamo essere fatti in un certo modo, altrimenti tutto è perduto.

6° tecnica: smettere di pretendere

Ad impossibilia nemo tenetur. Questa massima latina riassume una verità incontrovertibile, nessuno di noi è tenuto a fare l’impossibile. Nella sua semplicità questa frase ci restituisce un senso di pace profonda.

Faremo le cose che possiamo fare, ci accetteremo per ciò che siamo con la convinzione che nessuno è perfetto e che tutti commettono errori.

7° tecnica: io non sarò il giudice di me stesso

Osservare ma non giudicare. Spesso abbiamo un atteggiamento ipercritico nei nostri confronti. Tendiamo a giudicare tutti i nostri comportamenti, ci diciamo frasi del tipo “avrei dovuto dire”, “avrei dovuto fare”, “mi sono reso ridicolo”, “ora cosa penseranno di me”.

Queste frasi saranno l’ostacolo maggiore alla nostra libertà di espressione ed una limitazione alle nostre esperienze.

Ricordiamo queste parole “se facciamo corriamo il rischio di sbagliare, se non facciamo abbiamo la certezza di sbagliare”.

La vita non è fatta di cose bianche o nere, di giusto o sbagliato. La vita è fatta di esperienze, alcune saranno belle altre lo saranno meno ma comunque ci insegneranno qualcosa.

C: gestire i pensieri angoscianti ed ossessivi

Chiunque abbia sofferto di ansia sa che quando alcuni pensieri entrano nella mente diventa quasi impossibile liberarsene. Avere la mente bloccata è una sensazione bruttissima, pensare e ripensare sempre alla stessa cosa fino a quando ci sembra che la testa stia per scoppiare.

8° tecnica: non combattere una battaglia persa

Prova a smettere di pensare ad un girasole. Non puoi, semplicemente perché il non voler pensare ad una cosa equivale al pensarla. Puoi però accettare la presenza di un pensiero sgradevole ed affiancarlo con un pensiero piacevole. Ogni volta che automaticamente hai un pensiero che ti fa stare male pensa a qualcosa che ti rende felice. Con l’allenamento questa tecnica è estremamente efficace.

9° tecnica: i pensieri non sono azioni

Il senso di colpa per ciò che pensiamo corrisponde al 50% del nostro malessere. Dobbiamo sempre tenere a mente che i pensieri sono solo delle frasi che compaiono nella nostra mente, per quanto brutte che siano sono solo parole e non hanno il controllo sulle nostre azioni. Siamo noi a determinare il nostro comportamento e non i nostri pensieri. Siamo responsabili di ciò che facciamo e non di ciò che pensiamo.



Dr. Angelo Marco Zona
Psicologo Clinico Cognitivo.
Studio in Via del Lavoro 129, Santa Maria Capua Vetere (CE)
Contatti - 3391632172 - dott.zona@alice.it
Membro del gruppo di ricerca dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.
Cultore della materia alle cattedre di Psicologia della Comunicazione, Ergonomia Cognitiva e Psicologia dello Sport.
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche Nazionali ed Internazionali.

sabato 11 aprile 2015

Eliminare i pensieri intrusivi ed ossessivi.



Psicologi Caserta- Santa Maria Capua Vetere - Teano

Eliminare i pensieri intrusivi ed ossessivi con il trattamento psicologico breve è possibile!

In poche sedute avrai la possibilità di acquisire gli strumenti necessari per affrontare e gestire in maniera efficace le tue difficoltà. 


Chiama il 3391632172 per ricevere maggiori informazioni. 

Dr. Angelo Marco Zona
Psicologo Clinico Cognitivo.
Membro del gruppo di ricerca dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.
Cultore della materia alle cattedre di Psicologia della Comunicazione, Ergonomia Cognitiva e Psicologia dello Sport. 
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche Nazionali ed Internazionali.

Per saperne di più clicca il seguente link:

Trattamento psicologico breve per eliminare l’ansia e i pensieri ossessivi.

domenica 14 settembre 2014

Psicologo Caserta, Santa Maria C.V., Teano


Psicologi Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Teano.

Salve, sono il dr. Angelo Marco Zona, Psicologo, Membro del gruppo di ricerca dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e cultore della materia alle cattedre di Psicologia della Comunicazione ed Ergonomia Cognitiva. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche Nazionali ed Internazionali.
Da diversi anni mi occupo di disagio psicologico seguendo le teorie ed i modelli psicologici ad orientamento Cognitivo/Comportamentale.
Tali modelli consentono interventi di sotegno psicologico mirati a risolvere le difficoltà del paziente nel più breve tempo possibile.
Presso il mio studio offro il Trattamento Psicologico Breve per eliminare l'ansia e i pensieri ossessivi.
Grazie alla convenzione "Lo Psicologo in Farmacia", stipulata con la Farmacia Antonone, il primo colloquio informativo è Gratuito (tale colloquio si svolgerà nel mio studio, nel pieno rispetto della privacy e senza nessun impegno per il paziente).
Per ricevere maggiori informazioni o fissare un appuntamento è possibile contattarmi tranquillamente al 3391632172.

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martedì 3 giugno 2014

Trattamento psicologico breve per eliminare l’ansia e i pensieri ossessivi. (primo colloquio informativo Gratuito)




Dr. Angelo Marco Zona - Psicologo Caserta -Santa Maria Capua Vetere - Teano

Come ha origine l'Ansia?
Le nostre emozioni traggono origine dai nostri pensieri, che a loro volta influenzano l’intensità della nostra percezione emotiva. L’ansia non fa eccezione, anzi è forse l’emozione che più di tutte può rappresentare questo legame a due vie che unisce le emozioni a i pensieri.
Ci sarà infatti capitato di provare ansia per un impegno importante della nostra vita. Se ci fermiamo a riflettere su quell’episodio ci potremmo accorgere di come possa essersi innescata una reazione a catena, dove un singolo pensiero negativo abbia originato in noi un malessere emotivo che, a sua volta, ha orientato la nostra attenzione su scenari e conseguenze catastrofiche o terribili.

Proviamo a spiegare con un esempio  quello che abbiamo appena letto:

Devo fare una presentazione importante al lavoro, e potrei pensare che non posso assolutamente sbagliare, dovrà essere tutto perfetto. Poi, potrei ancora dirmi  “se sbaglio qualcosa mi renderò ridicolo davanti ai colleghi e sarò licenziato”. 

Ora, fermiamoci un attimo ad analizzare quello che sta succedendo. Di fronte ad un impegno importante (la presentazione al lavoro), mi sto dicendo che non sono ammessi errori e imperfezioni. Quello che ci dobbiamo chiedere è: Quanto un pensiero del genere ci aiuta a restare calmi e rilassati? Sicuramente la risposta a questa domanda non potrà che essere: Per niente. Infatti non concedersi la possibilità di sbagliare non fa altro che aumentare la nostra ansia per l’evento da affrontare, e paradossalmente aumenterà anche la probabilità di commettere errori. Questo pensiero lo possiamo considerare come l’evento di innesco, infatti, il secondo pensiero dell’esempio è riferito alle conseguenze del commettere un errore (se sbaglio qualcosa mi renderò ridicolo davanti ai colleghi e sarò licenziato). Proviamo a rifarci la domanda di prima: Quanto questo pensiero ci aiuta a restare calmi e rilassati?; potremmo porci anche un ulteriore domanda: Quanto questo pensiero ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi (in questo caso, fare una buona presentazione al lavoro)?. L’esempio riportato è solo una delle migliaia di situazioni della nostra vita in cui potremmo sperimentare ansia e non riuscire a gestirla nel modo migliore. Con un intervento psicologico breve, è possibile acquisire la capacità di riconoscere le nostre reazioni disfunzionali all’ansia e poterle sostituire con pensieri e comportamenti più efficaci, che ci consentano di raggiungere i nostri obiettivi senza restare bloccati nel pantano dei pensieri negativi.  


Per ulteriori informazioni sul trattamento psicologico breve è possibile contattarmi tranquillamente al 3391632172.
Dr. Angelo Marco Zona - Psicologo Caserta -Santa Maria Capua Vetere - Teano